Sette anni, tanto abbiamo aspettato per volare assieme ad un nuovo Ace Combat, reduci da Skies Unknown. Adesso Bandai Namco ha accordato il volo a Wings of Theve. Uscito lo scorso 2 ottobre 2026 su Xbox Series X|S, PS5 e PC, lo sviluppo è stato affidato nuovamente alla divisione interna Project Aces (creata ad-hoc per supportare lo sviluppo di questa saga).
Se non avete mai toccato un capitolo della saga, giusto due cosine vogliamo anticiparle. Non si tratta di un simulatore di volo alla Flight Simulator, qui siamo nel regno dell’arcade. Un tasto e l’aereo vira come in Top Gun, il cielo si riempie di missili e fumo e noi in mezzo a tentare di tenere la coda pulita (e subire qualche colpettino che inficiano sulla contatore dei danni). Insomma, è un gioco d’azione “con le ali” e va benissimo così.
Wings of Theve fa tre cose molto bene. Il volo è fluido e immediato, la campagna da 30 missioni che cambia ritmo di continuo e la colonna sonora dannatamente ipnotica. Ma ha anche, purtroppo, dei punti deboli. Su console la risoluzione non sembra essere all’altezza, nei combattimenti più caotici si fa fatica a capire dove guardare e “in solo” una volta finita la storia ci sono pochi extra per continuare.
Storia e personaggi
La storia parte nel 2029 nell’universo di Strangereal. Sono passati circa dieci anni dalla Guerra del Faro di Ace Combat 7. La Repubblica di Sotoa invade la Federazione dell’Usea Centrale con una guerra lampo, forte dell’utilizzo di armi orbitali chiamate Tonitrus Spears. In pochi mesi cade Theve, la capitale.
Si inizia nei panni dell’ufficiale ai sistemi d’arma che siede dietro a Jan Cope detto Rex. Cope è il Wings of Theve, un asso diventato leggenda anche grazie ai social, che ne hanno gonfiato le imprese fino a farne un simbolo di speranza. Quando un asso nemico lo abbatte il comando vi chiede di prendere il suo nome in codice. Da quel momento il nuovo Rex siamo noi, con il compito di guidare la Joker Flight dal ponte della portaerei Endurance.
Ci si aspetterebbe una guerra fatta solo di numeri e bandiere, invece il gioco tiene il racconto sul piano personale. Si segue una squadra con i suoi litigi, le sue paure e i suoi momenti di pausa sul ponte della nave, apprezzando l’equilibrio tra azione e narrazione. Quando le missioni si fanno dure quei volti contano e se un compagno rischia davvero in battiaglia ci viene sempre voglia correre in suo aiuto e coprirlo.
La Joker Flight è il cuore del racconto. Ellington Baxter detto Professor è un ex docente universitario, Tasha Severskaya arriva dal mondo dell’acrobazia aerea, William Coster detto Noise adora il rock. Più avanti si unisce anche Kate Evans soprannominata Little Bee. Sulla carta sembra una squadra da fumetto, ma le chiacchiere in volo e le scene sull’Endurance danno a tutti un peso “vero”. Dall’altra parte c’è il reparto d’élite sotoano Lux Lunae con l’asso Girish Toprak detto Ares. Un nemico con un volto fa sempre bene a una storia di guerra.
Il tone of voice si mantiene serio lungo tutto il racconto, e a tratti lo diventa forse “troppo”, con una parte finale che un po’ stanca. A questo si aggiunge anche la presenza di alcune scene, tra una missione e l’altra, che spezzano oltremodo il ritmo. Se amate la saga ci passerete sopra, mentre chi arriva da fuori magari no.
PRO
- un’idea di partenza originale sul mito dell’eroe nato dai social;
- una squadra con personalità ben distinte;
- scrittura e dialoghi di qualità costante;
- un nemico con un volto e un ruolo preciso.
CONTRO
- il tono serio a tratti diventa pesante;
- il finale per qualcuno perde mordente;
- alcune scene tra le missioni rallentano il ritmo.
Gameplay
Si parte dal sistema di volo perché è la cosa che conta. I controlli sono quelli arcade di sempre: si prende il pad e dopo due minuti stiamo già inseguendo un caccia, senza bisogno di ulteriori tutorial. Non serve studiare, tutto puro istinto, ma sotto la superficie c’è più profondità di quanta ne mostri. Curve strette, manovre ad alta G, scelta dell’arma giusta al momento giusto. Un costante training-on-the-job che aiuta a mantenere alto l’interesse.
La campagna conta 30 missioni e cambia pelle spesso. Si passa dai duelli aerei agli attacchi al suolo, dalla difesa della portaerei alle incursioni dietro le linee. In certi casi tocca zigzagare tra fronti bloccati per aprire la strada agli alleati e ribaltare battaglie che sembrano perse. Pur facendo sempre più o meno la stessa cosa, quasi non ci si annoia mai. Non è facile ottenere questo risultato in un gioco così che sembra proporre una formula anacronistica, eppure regge molto bene.
Come in ogni Ace Combat che si rispetti, abbiamo a disposizione missili a guida e armi speciali per i bersagli più grossi. Nei duelli contro gli assi nemici serve testa. Non basta dimenticarsi il dito sul pulsante: bisogna stancare l’avversario, uscire dalla sua linea di tiro e colpire al momento giusto. E quando riusciamo a chiudere uno scontro con una bella esplosione la soddisfazione è grande.
La possibilità di interagire con gli altri piloti della squadriglia, nelle fasi di volo, rientra tra le novità di spicco di questo capitolo. Con la croce direzionale si danno ordini – su per attaccare il bersaglio, sinistra per far fuoco a piacere, giù per farsi coprire e destra per dare il via libera alle armi speciali ad alto danno. Così la Joker Flight smette di essere un coro di voci alla radio e diventa un gruppo che ci segue. Una vera arma che diventa fondamentale nelle missioni finali.
Da menzionare anche tutta la componente legata alla personalizzazione del velivolo. Gli aerei, infatti, possono essere modificati più a fondo rispetto al passato. Perfetto per gli amanti dello “smanettamento” (a vostro rischio e pericolo). Il comparto online si chiama Ace Combat Online, la sezione multigiocatore più estesa in un capitolo principale della serie. Troviamo, infatti, una lobby con una base aerea da girare con il proprio avatar, con partite in PvP e missioni cooperative. Il crossplay è completo, la progressione è separata dalla campagna e di solito si gioca in squadre da quattro.
Al netto di alcuni difetti sul fronte tecnico, rinvenuti in un’estrema facilità di perdere il bersaglio tra fumo e missili, tocca fare i conti con l’assenza di contenuti post titoli di coda. In solitaria, allo stato, l’offerta non è convincente. Da evidenziare, inoltre, che il sistema di progressione mostra qualche debolezza che frena un po’ l’insieme.
PRO
- controlli accessibili con una buona profondità sotto;
- 30 missioni varie che non stancano;
- ordini ai compagni di squadra con la croce direzionale;
- personalizzazione degli aerei più ricca;
- Ace Combat Online con crossplay e lobby enorme.
CONTRO
- azione a volte confusa nei momenti più caotici;
- pochi contenuti per chi gioca da solo dopo la campagna;
- progressione non sempre convincente.
Dimensione artistica
Il gioco usa Unreal Engine 5, con supporto a 4K, HDR10, ray tracing e 60 fps. Il risultato, tradotto in termini “non numerici”, sono cieli pieni di nuvole e luci che cambiano, città che bruciano sotto le ali e missioni che sembrano scene di un film d’azione. E poi ci sono le sequenze in prima persona dal pilota che raccontano la storia in modo diretto e funzionano.
Due parole le vogliamo spendere anche sulla regia. Il gioco alterna momenti di calma e momenti di caos con cura quasi teatrale. Le scene sulla portaerei, i dialoghi in cabina e le esplosioni in cielo hanno un taglio da film di guerra. Non è realismo, è spettacolo (e lo spettacolo qui funziona).
Al netto di quanto detto sopra, se andiamo di paragoni la differenza rispetto al settimo capitolo non è abissale. Per quanto resta comunque uno spettacolo, la resa grafica in generale non supera le attese, con qualche calo sporadico atto a significare una tenuta tecnica non perfetta. Il sonoro è l’asso nella manica. La musica, da sempre il marchio di fabbrica della saga, anche stavolta funziona alla grande. I temi legati a Lux Lunae hanno già conquistato parecchi fan. Se potete farlo, giocate con un buon impianto o con delle cuffie decenti. Il rombo dei motori, il fischio dei missili e la musica che sale nei momenti giusti valgono metà dell’esperienza.
PRO
- cieli e scenari spettacolari e molto cinematografici;
- colonna sonora di altissimo livello;
- sequenze in prima persona dal pilota di grande impatto;
- supporto dichiarato a 4K HDR10 e ray tracing.
CONTRO
- su console qualche segnalazione di risoluzione bassa;
- il salto grafico rispetto al capitolo 7 non è netto per tutti;
- qualche calo di prestazioni segnalato.
Conclusione
Wings of Theve è il ritorno che molti aspettavano. Non rivoluziona la formula, la rifinisce, ed è probabilmente il capitolo con la migliore giocabilità. La storia regge bene e la colonna sonora fa il resto.
Non è però un gioco senza ombre. La chiarezza in battaglia a volte scarseggia, i contenuti in solitaria finiscono presto e su console la resa tecnica ha lasciato qualche perplessità. Sono difetti reali che non rovinano, però, l’esperienza generale. Il cuore della campagna, infatti, resta solido e divertente.
Se avete amato il settimo capitolo qui trovate più spettacolo e una squadra che merita di arrivare alla vittoria. Se non avete mai giocato un Ace Combat il momento di iniziare è questo.
Ace Combat 8: Wings of Theve
-
Storia e personaggi - 9/109/10
-
Gameplay - 9/109/10
-
Dimensione artistica - 8.5/108.5/10
-
Intrattenimento/Rigiocabilità - 7.5/107.5/10
In conclusione
Se vi piace sentirvi degli eroi a colpi di manovre impossibili e musica a tutto volume questo gioco fa per voi. Se cercate un simulatore serio ci sono titoli più indicati. Se volete, invece, sfidare le leggi della fisica allora siete nel posto giusto.






